L’arte dell’oggettivo e dell’improbabile…

La politica dovrebbe essere il luogo dove si aggregano istanze e se ne fa governo, non onanismo o anelito.

Istanze precise, precisi fini, chiari e netti obbiettivi, relativi sempre e comunque ai tempi, alle possibilità e alla percezione, senza la pretesa di diventare salvazione o consenso o fede, senza mai perdere di vista l’utilità sostanziale della contraddizione e della dialettica.

La politica poi, dovrebbe essere capace di dimostrare, e agire, la necessità dell’inclusione per generare mutazione e , soprattutto e  finalmente, apprezzare la vertigine dell’arte del relativo e del possibile.

la-teoria-della-relatività-dellautostima1Relativo e possibile, due concetti di cui ignoriamo, e con un certo orgoglio, l’essenza e l’uso. Abbiamo sempre preferito l’oggettivo e l’improbabile, siamo inclini alla intransigenze esistenziali, agli accomodamenti semantici, alla coltivazione intensiva di ansie da abbandono e separazione irrisolte.

Relativo e possibile, due parole che descrivono e annunciano evenienze  e  opportunità.

Oggettivo e improbabile, due fallimenti annunciati nell’enunciato che li annuncia. Una noia mortale, come stiamo vedendo in questi tempi.

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