Io, Trump e la paura.

Il nuovo presidente degli Usa è un ricco, grottesco e privo di ogni carisma, eppure fa tanta paura. Ma è lui a fare paura o è la paura che lo la insediato li, ai vertici del mondo, che dobbiamo temere? Tendo alla seconda.

Se in una notte buia tempestosa ci si trova nel mezzo di una foresta sconosciuta, tra sinistri fruscii e la terra pare scricchiolarci sotto i piedi, si ha paura. L’essere umano fisiologicamente in tale situazione subisce, diciamo, tutta la sua amigdala e si alza l’adrenalina, si aguzza la vista e l’udito, il corpo si prepara, senza ratio, alla fuga.

Trump è  è la corsa a troncamacchia per fuggire da noi stessi, da ciò che abbiamo inventato, vissuto, creduto, dalla certezza di avere comunque l’interruttore per accendere la luce anche nella foresta più nera e grande e sconosciuta, in pratica la fuga dalla cognizione, ormai improcrastinabile, della grandezza incontrollabile del mondo, l’horror vacui, il panico.

Ecco, il panico. Trump è un enorme e spettinata rappresentazione di un attacco di panico collettivo. E per una volta anche io mi affido al mito, e se come si narra Pan salvò Psiche, allora forse questo che pare un suicidio della ragione forse potrà essere l’inizio di una nuova consapevolezza.

Allora, non mi fa paura Trump, un pò schifo di sicuro, ma confido ancora una volta nella ragione, perchè quella m’è data e di mostri che paion calati e mai generati, ne ho piene le tasche.

Roberta Anguillesi

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Migranza.

Io non ho nessuna paura di Salvini, perchè Salvini è un sintomo e neppure di quelli più dolorosi. Salvini e il salvinismo sono rigurgiti, grezzi e logori, di un sentire antico, grezzo e logoro. Io non ho paura neppure di ForzaNuova, non ho paura dei neonazisti, dei neofasciti e neppure dei neocomunisti, non ho paura dei neo-nazionalisti, dei ‘poveristi’ e degli afflitti da senso di colpa e dei tolleranti per delirio di superiorità. Io ho paura dell’incapacità di capire, analizzare, reagire, elaborare e coraggiosamente fare i conti con l’elementare natura umana che tutti, e dico tutti, abbiamo dentro. Sono una evoluzionista senza scrupoli, sono una cognitivista senza scrupoli e sono una con pochi scrupoli quando si tratta di fare i conti con i miei ‘sentire’, anche i più arcaici, anche i più conficcati nel profondo del profondo della mia umana amigdala. Poi, arriva la ragione. Io ho paura di tutti i ‘creazionismi’ e ciò che ne deriva, ecco, di quelli si.