Dacca

Ogni volta che si muore, nel mondo, per mano di terroristi islamisti, si parla di ‘follia’. Non c’è niente di folle, niente. C’è una precisa strategia e un fine preciso in tutto questo. Precisa e estremamente razionale, paurosamente razionale. E’ una guerra, razionale come tutte le guerre, una guerra di conquista e l’occidente è il teatro, solo il teatro di questa guerra e gli occidentali sono comparse da ammazzare per dimostrare l’onnipotenza di quelli che vogliono, con questa guerra, farsi tiranni altrove, imponendo in quelle terre, con il ferro e il fuoco, una razionalissima marcia di sottomissione e conquista, e l’occidente è solo il trofeo da mostrare a dimostrazione della potenza divina della armata di allah, potenza che suggestiona e che, di sacrificio in sacrificio, si rafforza e, razionalmente senza alcuna follia, contribuisce alle mire di un califfato che, senza follia alcuna, vuole semplicemente appropriarsi di una parte di mondo.

Roberta Anguillesi

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Dei diritti.

Ora mi autocito, per pura pigrizia, poi mi cheto, giurin giurello ” ragazzi, la questione è che noi abbiamo una garanzia e una opportunità, e questa garanzia e questa opportunità, deve essere vista come tale non solo dal punto di vista economico ma anche culturale : l’Europa anzi, e lo dico senza tema ‘l’Occidente’. Certo non sono enti supremi e infallibili, sia ben chiaro, ma sono il punto di riferimento che debbo salvaguadare proprio per la loro caratteristica di perseguire, volenti o nolenti e con i tempi necessari, un cammino di unità ‘socio-culturale’, volenti o nolenti, ribadendo la via della difficile gestione delle libertà e della secolarizzazione, tra uno strattone e un altro, tra una contraddizione e una conquista, senza magie e salvazioni.Allora, riproporre le baruffe chiozzotte che ci hanno paralizzato per decenni e decenni a suon di numeri e calcoli e bandieroni lo vedo come una sorta di ‘protezionismo’ culturale inutile e anzi, desensibilizzante verso il reale problema che non è una ‘scelta’ di piazza ma un progresso identitario profondo e ormai avviato e sedimentato. La liturgia delle processioni, dei viva e degli abbasso, delle bandiere, del demonio e della santità è quanto di meno LAICO io possa vedere, quanto di meno laico si possa ‘trasmettere’ e costruire, perchè il meccanismo che mette in moto non è di ‘coscienza’ ma di ‘appartenenza’, non è l’elaborazione di un diritto ma la celebrazione rituale di due posizioni che, sacralizzandosi, finiscono per perdere di contenuto laico e fattivo. Allora, siccome sappiamo benissimo tutti, lo sa anche Ruini e lo sanno i boys scouts, che l’estensione del diritto è necessaria per sopravvivere proprio come società, l’unica cosa che possono ottenere le ‘manifestazioni’ e le relative contrapposizioni delegittimanti è la classica piaga da decubito italica.” fine.

Roberta Anguillesi.

dove, come, perchè…chissà.

A me pare di una ovvietà terrificante, ma forse sbaglio per eccesso d’amor di analisi pedante, eppure mi pare una cosa evidente: il daesh, come al qaeda (letteralmente ‘la rete’) ha ‘inventato’ un metodo, una sorta di strategia mediatica che, poggiando sulla suggestione e agendo sulla debolezza intrinseca di un occidente in crisi identitaria post-ideologica, economica, e, non per ultimo, in pieno vulnus elaborativo dei nuovi media e delle nuove teconolgie, millanta e fascina tramite una rivelazione e una missione. Rivelazione religiosa ma anche esistenziale, totalizzante e conseguentemente a modo suo rassicurante e finalizzante. Tale suggestione e tale strategia divulgativa funziona producendo una sorta di effetto domino, su base, in gran parte, etnica ma non solo, e mano a mano che l’effetto agisce altre tessere vi si aggiungono per essere travolte entrando nel gioco che ormai è diventato una sorta di risposta fattiva e agente,
autodistruttiva per chi si fa tessera, ma utilissima per le aspirazioni politiche espansionistiche e imperialistiche di chi ha iniziato il gioco. Un terrorismo che non appaga altro che i bisogni e le debolezze di chi lo mette in opera, porta acqua a un progetto politico totalitario antistorico e letale, sposta tutto su un piano assolutamente irrazionale al punto di, se non stiamo attentissimi, renderci tutti irrazionali e quindi privi di difese, mentali culturali esistenziali e culturali, valide e funzionali.

Terrificante e destabilizzante per prima cosa il fatto che  in occidente questi ‘lupi solitari’ non sono, come siamo abituati a pensare ai terroristi, militanti di una organizzazione nel nome e per conto della quale agiscono, ma agiscono per appartenervi, e vi si votano senza avere più niente da perdere perchè  l’affiliazione sta nella gratificazione del martirio autoinflitto, immolazione a una causa che, così, diventa sfuggente per quanto ‘assoluta’. (scritto e non riletto)

Bombe.

Sono giorni che sento discutere di massimi sistemi, errori epocali, esegesi del corano, morti che parlano e vivi che, pur di dire qualcosa e non avendo altro, li ascoltano fascinati, giorni di conta e riconta dei morti morti innocenti esposti senza pietas, strazio e delizia (diciamocelo…) per chi è abituato a ballare sulle tombe, nella speranza di un posto da etoile. Detto questo, ammessa la mia totale incapacità a giudicare e soprattutto a capire tutto, io continuo a meditare su quello che vedo, sento e so, o almeno penso ora di sapere, e mi ostino a chiedermi ‘quale’ sia la suggestione daech. Ho la sensazione che dove essa è nata, essa stia combattendo una ‘semplice’ ordinaria, umanissima, guerra di conquista, perseguendo il tentativo, vecchio come il mondo, di creare un impero, di ‘conquistare’ territorio e potere,una guerra come ne abbiamo viste e combattute per secoli, una guerra ora possibile perchè gli assetti internazionali sono cambiati, ma comunque una guerra, classica, diciamo, intelligente, nel senso etimologico ovviamente, perchè giocata su fronti modernissimi come la comunicazione e arcaica perchè arcaica è la cultura che la genera, ma comunque una guerra di conquista che ha saputo trovare alleati fuori, nell’altrove, e lo ha saputo e potuto fare grazie a una suggestione esistenziale dirompente, cogliendo l’attimo ( lungo un decennio) di smarrimento post ideologico occidentale. Ecco, qual’è questa suggestione? perchè ha funzionato così bene? dove è il vulnus nella società occidentale che ha permesso questo? ecco, questo mi interessa capire, ora, lascio a chi sa la gestione delle colpe e delle penitenze, delle recriminazioni e delle partigianerie, lascio a quelli che ne abbisognano le narrazioni oscure e le ricette salvifiche, ho da pensare.