Io, Cappuccetto Rosso, il Lupo e anche il Cacciatore

(…)Si narra di una bambina di cinque anni di comprovate origini ‘cristiane’ che, con la sua crocetta d’oro al collo, una predilezione per la carne di maiale e bionda come Gesù, abbia avuto in sorte un famiglia afflitta da misteriosa avversità e, si narra, che per questo, dopo varie peripezie, sia finita per essere destinata , da uno zelante quanto sconosciuto ente onnipotente, in affido per quanto temporaneo ad una coppia di musulmani praticanti, ma proprio tanto praticanti. Questi, evidentemente collusi…

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Muti, festanti, vili, tristi e devoti, pigri e in fondo stronzi.

Un tempo io sostenevo, e credo con ragione, che ‘guardare la televisione’ fosse utile, anzi, necessario, per comprendere la ‘società in cui si viveva’, sostenevo, anzi, sapevo, che essa era madia ( si pronuncia ‘media’, ci tengo ) o meglio ancora un luogo, in cui veniva rappresentato, narrato, riassunto e concentrato e riflesso, ciò che si era e si voleva diventare. Mai ho creduto nel potere ‘magico’ o ‘idiotizzante’ o addirittura ‘manipolatorio’ della tv, ma sapevo che, all’epoca, essa forniva un apporto conoscitivo alla nostra realtà, una sorta di finestra cui affacciarsi e, previa analisi a volte complessa ma stimolante, mostrare e dimostrare ciò che s’era. Ora non è più così, ora la televisione non mostra più, non serve più a capire, si limita a riprodurre e a ritualizzare se stessa, inutile a chi vuol capire e utilissima a confondere e rassicurare, stavolta sul serio, e si lascia, stavolta si, manipolare da chiunque abbia nostalgia dell’illusione di esserne manipolato, è uno specchio deformante ad uso e consumo di chi ha voglia e necessità di deformarsi per nascondersi. La televisione italiana è morta, morta senza aver mai neanche imparato parlare, è morta e non parla più, se non nelle sedute spiritiche che, si sa, son sempre inganni, puerili e noiosi, specialmente quando tutti, pur di ingannarsi spingono il tavolo col ginocchietto, sapendo perfettamente di non essere i soli. Siamo riusciti a chiudere le ante, a chiuderci dentro e al buio, festeggiare ciò che non vogliamo conoscere di noi, anzi, a festeggiare il buio muto che tanto ci diverte, siamo stronzi, vili e condannati ad abbuiare gli specchi, c’è poco da fare. Roberta Anguillesi.

Settembre. (tra Fructidor e Vendémiaire, in pratica.)

ioebasta

Da ora, 30 agosto, fino al 9 di settembre compreso, saremo un paese di costituzionalisti, penalisti, esperti di diritto e di rovescio. In nome e per conto di Silvio Berlusconi poichè lui e il sistema che incarna ( come lo incarnarono tutti i santi e i demoni passati), in santa alleanza con una insulsa e nepotista proiezione di se, hanno bisogno di essere legittimati e rilegittimati anche, e sopratutto, con il ‘consenso’ unanime del popolo italiano. ‘Consenso’ che questo popolo esprime da sempre,ritualmente e prevedibilmente, per quel sistema che ha generato e continua, sostanzialmente, ad amare.
Io non riesco ad appassionarmi alla discussione sulla legge Severino, non riesco più a bearmi dell’esegesi e della Scolastica, non voglio e non riesco più a seguire questa società nella sua trita, tempestosa stagnazione. E, umilmente e senza pretesa alcuna di alcun risultato, proseguo la mia privatissima rivoluzione culturale, faticosa ma, sostanzialmente, vitale. Godetevi la vostra Bisanzio.

 

Metafore, mai oziose.

alla-deriva

L’effetto della totale irrazionalità fatta politica è quello di innescare, in alcuni, il desiderio di attaccarsi a una sorta di galleggiante razionalistico che finisce per ancorare al sicuro porto del conosciuto e fatti non fummo, si dice, per viver come appesi.

Un pedagno che è li che galleggia, attaccato al suo cordame e appesantito da cirripedi, lepadi e alghe, e che da tanto tempo, da tanto tempo galleggia e beccheggia e ha la sua storia da raccontare, ma niente, veramente niente può rivelare su quello che accade, ora,  in mare aperto e niente può sapere di quello che accadrà e niente può, è evidente. O solo aiutarci a prendere il largo, fuggendo alla sua stessa, statica, deriva.

E allora,per quel che mi riguarda, taglio la cima, mi invento una vela e cerco la bolina, mi sono annoiata di star li ad ascoltare le storie gloriose del galleggiante e dei relitti  che ha visto passare e degli annegati  e degli stremati che ha accolto o  lasciato annaspare, e di tutto quello che ancora potrebbe fare, e della sua grande carriera, e di coloro che la progettarono e dei sicuramente provvidi e accorti che la posero vicina ai frangiflutti. Ormai mi pare chiaro, e da tempo, che nè i suoi racconti nè la sua irresistibile e complessa struttura nè quelli che vi si aggrappano con devozione vera nè quelli che vi si attaccano per farla loro, nessuno potrà mai andare oltre quel fluttuare.

L’unica è partire.

(scritto e non riletto)

 

 

L’arte dell’oggettivo e dell’improbabile…

La politica dovrebbe essere il luogo dove si aggregano istanze e se ne fa governo, non onanismo o anelito.

Istanze precise, precisi fini, chiari e netti obbiettivi, relativi sempre e comunque ai tempi, alle possibilità e alla percezione, senza la pretesa di diventare salvazione o consenso o fede, senza mai perdere di vista l’utilità sostanziale della contraddizione e della dialettica.

La politica poi, dovrebbe essere capace di dimostrare, e agire, la necessità dell’inclusione per generare mutazione e , soprattutto e  finalmente, apprezzare la vertigine dell’arte del relativo e del possibile.

la-teoria-della-relatività-dellautostima1Relativo e possibile, due concetti di cui ignoriamo, e con un certo orgoglio, l’essenza e l’uso. Abbiamo sempre preferito l’oggettivo e l’improbabile, siamo inclini alla intransigenze esistenziali, agli accomodamenti semantici, alla coltivazione intensiva di ansie da abbandono e separazione irrisolte.

Relativo e possibile, due parole che descrivono e annunciano evenienze  e  opportunità.

Oggettivo e improbabile, due fallimenti annunciati nell’enunciato che li annuncia. Una noia mortale, come stiamo vedendo in questi tempi.

Lo sputo collettivo.

sputare

Il voto a Grillo,per molti, doveva essere solo lo sputo, quello che – si dice-  sia ineguagliabile nella rimozione di sporco e aloni da vetri e specchi.

Lo sputo sullo specchio in cui ci guardiamo  compiaciuti mentre   ci lamentiamo o ci indigniamo o ci esaltiamo e che comunque ci esonera da ogni responsabiltà in quanto signore e  padrone unico delle parvenze che riflette, e che ormai era diventato lordo al punto da non poter neppure più assolvere al suo compito di assoluzione.

Ma troppi hanno sputato, e imprevedibilmente, tutti insieme, e ora non sappiamo più dove guardarci e dove ritrovarci e a chi dare la colpa, resta solo  quell’enorme e inane e massa di inutile muco, e il rischio  è di affogarci, sul serio.

Doveva arrivare questo momento: quello specchio avremmo dovuto romperlo tanti anni fa e magari accollarci i sette anni di disgrazie : un anno di  smarrimento, uno di ripensamento, uno di rinuncia alle appartenenze apodittiche e rassicuranti, uno per imparare ad essere liberi, uno per faticare per restarlo, uno per scindere la politica dalle pastoie e dalle sicurezze esistenziali e uno per trovare la dignità di cittadini che non abbiamo mai voluto, sette e  non necessariamente in questo ordine.

Ora possiamo solo annaspare,  e  aspettare che quella bava si secchi da sola come è naturale che avvenga per la sua già asfittica natura e  poi torneremo a guardarci, sperando di trovarci uguali, nel solito specchio, forse tirato a lucido, ma di sicuro sempre lo stesso, perchè, diciamocelo, ci piace.

(scritto e non riletto, per ovvi motivi)

San Benaltrismo da Confuso mi perdoni…ma c’è un limite…

Lo so, non fa molto ‘intellighenzia’ parlare del blog-e magog di Beppe Grillo, i problemi sono altri e altri sono i temi, la fame nel mondo, il femminicidio , la sobrietà nei costumi e nell’aspetto e, ma proprio per eccesso di zelo, l’orribile piaga delle mafie.

Eppure quando quasi di nascosto, spiando che nessuno ti veda, arrivi a quel lido, è difficile uscirne con una d’alemiana alzata di ciglia e di spalla, e magari ti incazzi anche, con un filino di senso di colpa, ma ti incazzi.

Testuale “Ora tocca ad altre due cariche, la presidenza del Consiglio e quella della Repubblica, fondamentale per il futuro dell’Italia. Il presidente della Repubblica rimane infatti in carica per sette anni (travalica le legislature) con poteri da monarca.
Il candidato di pdl e di parte (gran parte?) del pdmenoelle è Massimo D’Alema. Non è ufficiale e nemmeno ufficioso, ma è molto plausibile. Non ci credete? Non ci credevo neppure io. Super Maxipoteri a D’Alema?
L’articolo 87 della Costituzione dà al presidente il comando delle Forze armate, di presiedere il Consiglio Superiore della Magistratura (anche da articolo 104), di concedere la grazia e di commutare le pene. L’articolo 88 gli consente di sciogliere le Camere. Grazie all’articolo 90 non è responsabile di atti compiuti durante le sue funzioni, tranne che per alto tradimento o attentato alla Costituzione. Può eleggere cinque senatori a vita e alterare la volontà delle urne. Per l’articolo 92 nomina il presidente del Consiglio. In virtù dell’articolo 126 può sciogliere il Consiglio regionale e rimuovere il Presidente della Giunta. Può inoltre nominare un terzo della Corte Costituzionale (articolo 135). Infine, per l’articolo 278 a norma di codice penale è comparabile a un’entità ultraterrena “Chiunque offenda l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a cinque anni“.” (beppegrillo.it Postato il 17 Marzo 2013 alle 13,10)

danza-macabraUna montagna di sciocchezze, lo so. Solo una montagna di sciocche, inoffensive (?) bugie destinate a lasciare il tempo che trovano, lo so. Lo so?

So perfettamente che gli ottomilioni di italiani che hanno votato m5s lo hanno fatto per pura protesta, per rabbia, per sconforto, per senso di impotenza, per ignoranza e per imbecillità politica.

Lo so che è tutto uno scherzone, una zingarata che ha un pò preso la mano, e  che in realtà grillo è solo un comico prestato alla politica, un buffone che il sistema ha preso in leasing per conservare se stesso.

So tutto, ma so anche che questo paese non è mai nato, questo popolo non è mai cresciuto, questo paese è rimasto il pantano che è grazie a una infinita serie di boutade, di burle epocali, di bagatelle innocenti, di giochi di simulazione e di ruolo, leggeri come l’aria e pesanti come il tempo che non si è riusciti mai ad ingannare e che ci ha sepolto in questa montagna immoto sterco.

Ma ora basta. Ora io voglio sapere dove sono tutti quei caravanserragli della Costituzione ? dove sono tutti quelli che la sventolavano e la brandivano come il vangelo contro Legione ?  e quelli che parevano la piazza, la rivoluzione civile della società civile, ora dove sono?

Forse dove erano nel 1994, a sopravvalutarsi, a esagerare o sminuire i pericoli senza fare un piffero per tentare di capirli e contrastarli nel merito e nel metodo.

Credo proprio di si, che siano tutti li come allora, terrorizzati, proni ed inadatti ma pronti a legittimare un altro dimonio per poi ricominciare con le processioni e gli esorcismi, e riconquistare un pubblico, uguale a quello di prima, che li segua contro al muro che essi stessi hanno contribuito ad edificare, saecula saeculorum….