Mafia capitale, la fiction

Dunque è stata chiesta l’archiviazione per la nota vicenda ‘mafia capitale’. Non entro nel merito della questione giudiziaria, non ne ho le competenze e neanche conosco le carte ( come si suol dire ). So solo che c’è stato un abuso di due termini e una suggestione: ‘mafia’ e’capitale (Roma in sostanza)’, non so chi di chi sia la responsabilità di un uso così idiota delle parole, probabile che sia il frutto di una ormai inarrestabile incapacità di questo paese di distinguere e di comunicare che lo porta necessariamente a campare di suggestioni, di evocazioni, di parole e di significati smarriti in un sentire che tutto confonde, depotenziando gli accadimenti e rendendo tutto ‘mitico’ e quindi avulso da ogni verificabilità. La responsabilità è di tutti, della magistratura che spesso cavalca gli ‘atti dovuti’ facendone già condanna, dei media che tirano a campare sulla reiterazione dello scandalismo che ormai non scandalizza ma reitera e basta, della politica che usa questa insostenibile leggerezza dell’indignazione un tanto al chilo per tirare l’acqua, ciascuno, al proprio seccagnolo mulino, degli italiani che son lieti e tanto quando c’è da stramaledire quell’entità fatale e trascendente di cui non vogliono mai sentirsi responsabili o attivi partecipanti, della povertà intellettuale, sociale, culturale e anche semantica di cui ormai ci pregiamo. E’ così che si distrugge la percezione della realtà e la pretesa di migliorarne gli aspetti deleteri, straparlando e strafacendo, esagerando e impoverendo anche il vocabolario.

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