Giorno della memoria…

Io non ho ‘memoria’ dello sterminio di massa operato dai nazisti ( con la collaborazione di fascisti o semplici sciovinisti) contro la popolazione ebraica, i nomadi e tutti coloro che sembravano devianti, impuri, inferiori. Non ne ho memoria perchè non c’ero, non l’ho vissuto, non c’ero proprio. Quindi non è ‘la memoria’ il luogo in cui posso e devo collocare quegli eventi, è in un altro luogo del cervello, quello della ragione e della conoscenza. Non posso quindi che continuare ad interrogarmi, a tentare di capire e sapere, il che è molto più difficile che ricordare, per un giorno.

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Mission…

Bene,provo a dire una cosa , sono giorni che elaboro e leggo e mi infastidisco e misuro e soppeso quello che penso, e ora lo dico, è un mio diritto dirlo senza sentirmi ‘pantofolaia’ o ‘ciana da bar’ o ‘maestrona da tastiera’, perchè va bene inficiare le opinioni inficiando il mezzo con cui si esprimono, ma poi si esagera e se è vero che sui social si straparla spesso, sta a chi vi bazzica scegliere chi straparla e chi invece ritiene questo mezzo un luogo, una piazza, un posto e uno strumento a tutto tondo, dove il serio e il faceto, il vero e il falso, la sentenza e il ragionamento possano trovare una dimensione umana, relativa, individuale, corale ma umana in sostanza.Detto questo, io non ho niente da dire su Greta e Vanessa, non le conosco, non ho idea di chi siano, io ho solo la percezione di quello che ‘simbolicamente’ e ‘mediaticamente’ e ‘culturalmente’ queste due ragazze sono diventate.Tutto il casino strumentale che viene fatto su di loro è perverso e idiota, scontato, stupido, noioso. Ma credo anche che chi ‘va in missione’ per conto del ‘bene’, qualsiasi sia secondo lui ‘il bene’ sbagli, comunque sbagli, e assecondi una idea di ‘missione’ che dobbiamo superare per arrivare alla laicizzazione totale, netta, definitiva, secca, determinata, razionale e gelida che serve per affrontare e intervenire in situazioni complesse, dove il sacro si attriga col profano e per sciogliere i nodi ci vuole il pettine fine della razionalità.Quindi no, non c’è niente di ammirevole, e niente di assolutamente condannabile nella musata che le due hanno sbattuto contro la realtà, ma c’è un modello di ‘umanitarismo’ da rivedere, magari alla fredda luce di una salo operatoria nel mezzo alle macerie, luogo dove non c’è dio nè buontà e generosità, ma umanità dolente cui,con cognizione di causa, di cerca di alleviare le sofferenze, sapendo bene di non salvare il mondo, soprattutto sapendo bene che il mondo in genere non vuole essere salvato da noi. Roberta Anguillesi

Complicazionismi astratti.

Vi confido un sospetto terribile, comincio a pensare che nel mio cervello si sia atrofizzata la ghiandola del complotto e del retropensiero, quella atta a secernere ormoni utili alle sinapsi del complicazionismo astratto. Credo che sia collocata tra l’amigdala e la pia madre, bias più, bias meno. Il sintomo è chiaro, per quanto io sia notoriamente una ipocondriaca conclamata, non riesco più a capire, proprio nel senso di comprendere e seguire, ragionamenti circa strategismi, oscure manovre, tatticismi, politiche furbe e furberie politiche. Devo andare di corsa al centro Occam…comincio davvero a spaventarmi.
Roberta Anguillesi

Quello che non abbiamo.

Una manifestazione definita ‘ Marcia Repubblicana’ (marche républicaine )! noi poveri, di contrada di campanile di parrocchia di sezione di ‘ani e di ‘isti, non abbiamo neppure idea di cosa sia. Per questo, anche per questo, ci trasciniamo il passato come il masso di cartapesta del penitente di cinecittà, perchè non abbiamo neppure le parole per definire concetti che non abbiamo alcuna necessità di descrivere. Se potessi ci andrei, solo per questo, per partecipare a qualcosa che si chiama ‘repubblicano’, della repubblica, dello stato, della civiltà che le ha rese possibili.
Roberta Anguillesi

( Siamo spesso ) Fallaci e adoriamo restarlo….

Ho riletto alcuni scritti della Fallaci. Doverosamente. Ho sempre trovato la Fallaci fastidiosa, capace di mettere in ottima prosa una sua propensione per una religiosità, in senso ampio, totalizzante, rabbiosa, spavalda come un rossetto troppo rosso, costretta in una donnità stizzita, astiosa. Ho riletto i famosi articoli su l’invasione islamica, e, nonostante quello che è successo in Francia, e nonostante il fatto che io sia assai poco incline alla retorica della ‘tolleranza’ ho trovato quegli scritti ancora più sgradevoli dichiarazione di rabbiosa impotenza di quanto li trovai all’epoca. Bene, archiviamo la Fallaci e il suo terrore e la sua ira impotente, o non ne usciamo. Roberta Anguillesi.

jobs act ?

Resisto, resisto e resisto poi mi tocca di dirlo…perchè è più forte di me, perchè sarebbe disonesto tacere per quanto sia questione unica tra me e me, poichè non ho nessuno da educare, nessuno da istruire, nessuno da trascinare e nessuno da conquistare. Non ho neppure niente da perdere o da guadagnare, quindi il mio è solo l’assolvere a un imperativo interiore, che nulla ha la pretesa di cambiare. Bene, il jobs act, e lo dice anche la scelta semantica postmoderna del nome, è una cacata pazzesca, è un intingolo, un intruglio una casetta costruita sulla sabbia, un imbroglio, una suggestione, una banale, ma tanto banale e disperata, trovatina da bassissimo impero. Allora, il governo renzi si è arrogato, con il plauso di tutto il parlamento (e di tanti tanti ma tanti cittadini) escluso quelli che non avevano capito, il diritto-dovere di riportare questo paese sulla retta via dell’indignazione, del consenso, della polemica, della chiacchiera da bar di ogni tipo genere e grado. Non cambierà nulla, nulla di nulla, nè nel bene nè nel male, nulla. Allora, perchè discuterne? (quanto poi alla questione presidente della Repubblica, quella proprio è irricevibile da chiunque abbia speranza di mantenere il cervello ‘vegeto’ in questa palude di deja, ma deja deja, vu). Roberta Anguillesi.

capodanno 2014

Cose viste a capodanno : schioppi e botti, ragazzettacci in piazza che mestavano l’acqua nel mortaio di una notte che non cominciava mai, una tipa vestita da scia chimica, uno che pisciava controvento e con i guanti, bimbe che urlavano, ambulanze nel numero di 7 più una automedica ma senza sirena, gente che ballava davanti a una televisione con dei cosi in mano dietro un vetro, lancio di petordi come piovesse ma senza neppure l’odore di terra bruciata, un paio di accenni stanchi di rissa, un paio di accenni stanchi di brio, un pentito rivestito a festa, un coglione su un palco, sorella noia che alitava la sua fiatella gelida. Tutto sommato a noi c’è andata bene…è bello essere strani.