a grandi passi

E’ palese ormai, anche per chi si ostina a non voler vedere: Renzi è diventato presidende del consiglio per ‘disperazione e fastidio’, disperazione da parte degli italiani che avevano bisogno di un santo cui votarsi e fastidio da parte di quei politici di lungo corso ansiosi di liberarsi di friniti e ronzii. E’ inutile sciorinare percentuali semi-bulgare, Renzi e le sue vestali sono li per riempire un vuoto, indipendentemente da come e con cosa, basta riempirlo con le dinamiche rassicuranti, i soliti riti e i soliti miti, i canonici tabù, le canoniche polemiche, i soliti corsi e ricorsi asfissianti.
S’io fossi Renzi, mi dimetterei, oggi, ora, solo così potrei sperare di sorprenderli tutti, di spiazzarli, di rottamarli…ma io non sono Renzi e quindi prepariamoci alla replica dell’antico rito, tutto.

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Io ho dei nemici. Lo confesso.

non vorrei ma devo….sento un fastidioso montare di imbecillità falsamente relativiste che mi urta, mi offende, a me che ho fatto del relativismo e della laicità bandiera fin dai tempi dell’asilo delle sòre. Allora ora provo a spiegare : non esiste una ‘verità’ assoluta, e non deve esistere perchè in quel caso si tratta di ‘fede’. Esiste però quello che si chiama ‘contesto’, progetto e libero arbitrio. Allora, ognuno di noi deve assumersi la responsabilità dei propri progetti previa analisi del contesto e azione di libero arbitrio. C’è chi sceglie il progetto di ‘libertà’, in senso laico e illuminista, chi sceglie il progetto ideologico (ad es.comunista o fascista) chi invece quello fideistico religioso (simile a quello ideologico) …quindi è vero, tutto è relativo ma è relativo alla scelta che si fa, e la scelta è dettata dalla responsabilità per le proprie analisi, conoscenze e cultura. Quando uno ha scelto non può dare ‘la colpa’ al treno, ha scelto e ne risponda. Quindi, si tratta solo si ‘scegliere’ quale ci sembra il campo condivisibile, per quel che mi riguarda ho scelto il campo della libertà. Non ho fedi, non ho miti e non ho riti, ho solo un progetto di libertà e responsabilità che esclude ovviamente tutti coloro che attentano, in un modo o nell’altro, a questi due dettati irremovibili, Per cui, l’isis è un mio nemico, così come lo sono tutti quelli che credono nelle verità rivelate, tutti quelli che credono di avere dio dalla loro parte, o che si creano simulacri di dei da venerare. Sono miei nemici e con i nemici ci si combatte, non ci si dialoga, soprattutto con quelli che pensano di avere la ragione (divina o ideologica) dalla loro. Quindi, prima che qualche bischero mi rifaccia la domanda : che differenza c’è tra un partigiano italiano (del partito d’azione) e un combattente isis..? è palese, il primo lottava per la libertà e il secondo invece in nome di un dio che odia la libertà…non c’è molto da ragionare, è evidente che c’è una differenza. Ri-quindi, relativizzare non vuol dire giustificare, vuol dire prima capire e poi, cazzo, scegliere…e quando poi nel caso si cambia idea, assumersi la responsabilità dei propri errori.

per dire…

Se esistesse in italia una ‘classe’ di intellettuali veri, quelli che ‘lavorano’ col cervello, durando tanta fatica, tanta; starebbero nelle università al posto dei baroni o nelle redazioni delle grandi riviste di opinione o di informazione. Ma non abbiamo degli intellettuali in italia, abbiamo poveri orfani incanutiti nel peccato, qualche filosofuccio rampante e vuoto in cerca di conferme in piano americano nel proprio sguardo sempre a favor macchina,abbiamo frustrati e nostalgici del costanzoshow, abbiamo stiliti da resort e grassi scemi, tanto grassi quanto scemi e cacche secche in costante attesa d’esser grattate per spargere puzzo vecchio in ogni dove.Tutti comunque accumunati dal sogno d’accedere al Palazzo, anche come semplici ospiti fissi, se non altro perchè appena vi accedi diventi talmente ‘attaccabile’ da essere per paradosso invulnerabile, impermeabile, unto, oltre, sopra, al lato dei ciechi che ti credono orbo e per questo non possono permettersi di andare troppo per il sottile.