La solita trama.

Il ‘complotto’ o il ‘disegno infallibile’ e ‘la tattica vincente’ sono  pie illusioni che molti, a sinistra, coltivano con devozione e amore, pur di non ammettere che quello che viviamo è un momento di reale, vero, tangibile e innegabile, vuoto ideale e di rappresentanza, pur di non rassegnarsi al dovere di dovere ripensare tutto, di dover lasciare alla memoria ciò che è della memoria, allo storia ciò che è storia e andare avanti.

Pensare che Renzi o D’Alema o chi diamine vi pare, siano capaci di ‘gestire’ la realtà a loro immagine e simiglianza, tramando e tessendo infallibili trame dall’esito garantito e ineluttabile – magari in intelligenza col dimonio- è esprimere un desiderio, è cercare una rassicurazione, è insistere nel pensare alla politica come a un luogo magico, popolato di stregoni bianchi o neri che tutto possono avendo potere e comando sull’intero creato;  è smania di continuare a pensare e credere che ciò che accade la, dove tutto si puote, sia inevitabile e quindi non richieda, o renda vano, qualsiasi sforzo di comprensione o di valutazione complessa o di pretesa argomenta o di proposta fattiva. Si preferisce, ancora un a volta,  il vittimistico piagnisteo, l’esaltazione ebete o il rancore secco e sordo e muto.

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