Fastidio

Che poi il rischio è quello di prenderli sul serio.

Il rischio è pensare che quelli che hanno votato il m5s lo abbiano fatto con la convinzione e la volontà di farlo vincere.

Nessuno in Italia ha mai votato per il ‘programma’, anche perchè tutti in Italia tutti sapevano che non sarebbe mai stato rispettato nessun programma.

Nessuno ha mai votato  neppure per le ‘promesse’  perchè tutti sapevano che nessuna promessa sarebbe mai stata mantenuta, fosse la luce elettrica a Fontamara o il sol dell’avvenir, mai.

Si è sempre votato per la bandiera o per il miracolo. Più che votato diciamo che tanti entravano in cabina per rinnovare un fioretto, altri per riverire un santino o, unico caso di voto concreto, onorare un debito o aprire un credito.

Mettere quel segno su un simbolo non è mai stata considerata una azione cui seguisse una serie di conseguenze di dimensione collettiva, è sempre stato  un atto privato, esistenziale, utilitaristico e funzionale alla conservazione di se, qualsiasi se si fosse.

La  firma rituale di una cambiale, una croce in cambio della garanzia di essere deresponsabilizzati totalmente o essere illusi e corteggiati con le nostre stesse illusioni ed essere,  comunque e sempre,  autorizzati a dare la colpa al trattario, salvo poi rinnovargli la cambiale.

Poi a un certo punto nessuno è riuscito più a garantire niente, sono saltati i patti, la storia ha travolto il rodato sistema italiano. Vent’anni di tentativi di riportare tutto come era, un santo nuovo, un nuovo patto, un paio di rimescolamenti, bozze di contratto vergate da stupefatti contabili, sussulti e grida di poco conto.

Mantra e litanie, anni di mantra e litanie e rivelazioni e indignazioni e predicatori e capipopolo che come scorpioni si sono fatti portare in trionfo per tutta la palude dalle rane, guardandosi bene però  dall’avvertirle che nel caso ineluttabile di morso mortale una buona parte di responsabilità sarebbe stata loro e del loro vizio di portate bestiacce sul groppone pur di poterne poi maledire la infida natura.

Anni di indignazione e di nemici pubblici, anni in cui nessuno si è curato delle cambiali firmate e del perchè, assoluzione plenaria per i complici compiaciuti paria, condanna e anatema per la casta.

Allora, nel segreto dell’urna si tenta un nuovo patto, privato come quelli di prima, una cambiale nuova di pacca, un contrattino che ancora una volta di esoneri da ogni fatica e da ogni eventuale responsabilità e, previo biascicamento della matita, si mette la croce ancora una volta come si accende un cero, si fa un fioretto, si cerca l’autoconservazione, l’identità, tutto pur restate pubblico, tutto pur di aver qualcosa per cui tifare, tutto pur di sentirsi cittadini e non guardarsi per gli stronzi che si è.

Pochi di quelli che hanno votato m5s volevano che vincesse, tante sono state  le stupide rane che hanno addirittura pensato che un pò di rimescolamento della melma poteva tornare utile per riconsolidare la sordida, amata, palude.

Stavolta invece degli scorpioni, però, si sono caricate un branco di stupidi girini, qualche cibaeide, un paio organismi monocellulari, una mosca cocchiera un aspirante stregone e un vecchio chiacchierone.

Ora che vogliamo fare? basterebbe scrollarseli di dosso e cominciare a ossigenare davvero la palude, ma lo vogliamo sul serio?

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