Profeta non sarò 2

golem

Ragionare secondo una ‘logica’ precisa, definita e definibile, strutturata come può esserlo un linguaggio condiviso, in questo momento politico è inutile. E’ una rinuncia, una scappatoia.

Venti anni di furia ‘iconoclasta’ limitata ottusamente alle icone e mai alla sostanza del culto,hanno generato un enorme, ipertrofico ‘nulla’  dotato di vita propria, un Golem ridicolo da operetta tragica, un agglomerato di banalità malato di megalomania:  il grillismo, in sostanza.

Un frantume disorganizzato quanto tracotante, in cui una parte di ogni nevrosi, manchevolezza, rancore, inettitudine e barbarie figlia e nipote dell’italietta post-bellica che si è trascinata per 60 ha trovato il naturale sbocco e  trova la gratificante rappresentanza.

Un mostro emblematico, in cui si sono coagulati giullari e vendicatori, santoni e santerie, magie e stupefacenti rivelazioni, sacro e moderno, sacro e arcaico, sacro e sacramentale.

Un blocco funzionale di passato che assolve l’unica missione per cui è nato, tenere bloccato il presente e impedire il futuro, confondendo il tempo con boutade e giocolorie, che poi sono solo trite boutade e ordiarie giocolerie.

Tentare di ragionare in modo logico, strutturato e razionale è come procacciare cibo a questo ‘Coso’; attaccarlo con le torce e i forconi è come tributargli applauso; ignorarlo e rimuoverlo è come invitarlo a sedersi più comodamente sul sofà che gli abbiamo fornito.

Allora, perchè non provare a dirgli solo di ‘no’, No, non ci interessi;  no, non sei importante; no, perchè sei solo uno tra i tanti fenomenicchi che questo baraccone ha comprato  in giro per il mondo per sollazzare gli istinti più bassi o le più recondite e inconfessabili aspirazioni di grandi e piccini.; No perchè  non sei che l’ultimo arrivato di una classifica di mostri noiosi e effimeri che  ci tediano da anni. No, perchè non ci interessi, abbiamo altro da fare, altro  cui pensare, altro da raccontare, conquistate, inventare. Ma sarebbe vero quel no? vogliamo davvero, noi tutti,  dire quei no definitivi ? o ci  garba di più assecondare il gioco e  vogliamo che il grillismo prenda il posto del berlusconismo e che qualche mosè d’accatto ridivida il mar rosso, e , i  buoni di qui  i cattivi di la e nel mezzo il prossimo governo di primo soccorso nazionale, mentre ci si gode l’asfissia definitiva e la pigrizia mentale che tanto ci piace? scegliamo….

(scritto e non riletto)

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Profeta non sarò…

troll1Domani, se ci vogliamo attenere alla cronaca bieca, Bersani incontrerà il M5s nell’ ambito delle consultazioni da Presidente del Consiglio dei ministri incaricato. Domani, in realtà, si consumerà una delle più inutili, quanto tristi, repliche  sceneggiate della storia della repubblica. Il sepolcro imbiancato che incontra quello smaltato, il tutto per tentare di restare le attrazioni principali della necropoli.

Grillo e Bersani hanno ambedue un solo fine, continuare ad esistere e ambedue sanno che solo l’antica regola del contrafforte può mantenerli in vita e allontanare i loro peggiori, e comuni, nemici.

Grillo campa di colpetti di scena e di ricatti,Bersani campa di spauracchi e emergenze.

Grillo sa di non poter reggere un governo, ma sa anche che molti dei suoi voti vogliono un governo, e lo vogliono anche senza di lui, anzi probabilmente lo vogliono proprio senza di lui. Perchè molti dei suoi voti sono stati solo lamenti, più che idee, manifestazioni più che programmi, grida più che progetto.

Bersani invece ha solo bisogno di dimostrare che ha vinto le primarie, ma solo per colpa sua, quindi gli basta un governicchio balnear-francescano e poi ‘mi rimetto alla volontà del partito’ e se la vedano i turchi e i toschi.

Non ho idea di cosa accadrà domani, però mi piace pensare che arriveranno a  una alchimia degna di loro,  un bel ‘sostegno esterno’ diciamo, una ‘non sfiducia’ in salsa web, tanto si sa, tra l’insediamento, una polemicuzza tra alte cariche dello stato, un paio di defezioni dolorose, qualche folcloristica apparizione, bischerate da prime time, rinuncie e papi, il tempo passa e  s’arriva a giugno, e chi ce l’ha il tempo di controllare se le stelle sono proprio cinque e i punti rispettati 20 entro ferragosto? poi c’è la trovata del ‘la democrazia non chiude’ le ferie scaglionate e via andare, finchè dura.

Avrei anche la formuletta, ‘governo di messa in prova’ e il proclama da vergare sul  blog  ‘ abbiamo deciso di mettere alla prova gli zombi, perchè sappiamo che quando i morti cominciano a mangiare i vivi è arrivata l’ora di smettere di uccidere,si sbraneranno fra di loro, sono circondati ecc.ecc.’

Ma potrebbero anche sorprendermi. Chissà.

(scritto e non riletto)

Consigli….

Con umiltà,quasi con cordoglio vorrei suggerire questi poveri nomi a Bersani, per il prossimo governo Minoritico : vicepresidente del consiglio, Rosi sandali-francescani-uomoBindi ( donna, pia);

Ministero dell’Interno, Bernardo (il servo muto di Zorro, uomo mite, giusto e muto, più che altro muto);

Economia e finanza Naomi Klein (donna e buona, in quest’ordine e anche canadese, che non guasta);

Politica estera, Don Gallo (ottimo per le relazioni con il vaticano, unico stato estero che non ci disprezza ma ci compra)

Salute, San Raffaele ( quello di Puglia però, in difficoltà economiche per colpa della kasta, ma pur sempre d’eccellenza);

Pari opportunità Bianca Berlinguer (donna, esperta in opportunità )

Giustizia, Cesare Beccaria (intellettuale, morto per cui assolutamente inoffensivo ma di pregio) ;

Telecomunicazioni, Annarella (meglio nota come la nonnetta antisilvio);

Sviluppo economico,Letta ( quello giusto, però) ;

Cultura Casaleggio ( in quanto visionario non in quanto grillino, ovviamente)….

il resto, interim..tanto….

Storia…

Riguardo la polemica Travaglio-Grasso, potrebbe essere interessante ricollocarla nel tempo come merita. E’ quasi un decennio che essa è scoppiata, ed arrivò al calor bianco nel 2006. Travaglio era considerato, allora, fonte primaria di ogni verità, al di là di qualsiasi verifica. Persino Sartori cadde nella mancata considerazione delle prove, e scrisse un pezzo sul Corriere (erano i tempi in cui Sartori più che il politologo faceva il politico) nel quale attaccava Grasso sulla base del libro “Intoccabili”. Grasso replicò, e qua pubblichiamo la sua lettera e la risposta di Sartori. 

Intoccabili (Travaglio): la recensione di Pietro Grasso
«Seguo il metro di Falcone»

Dispiace che il professor Sartori, nell’ ambito della sua polemica con il ministro dell’ Interno abbia ritenuto di pronunciare dei giudizi assai critici nei miei confronti; non perché giudizi critici non siano legittimi e anzi a volte stimolanti, ma perché essi sono basati su un libro che ho già avuto occasione di definire un’ opera di disinformazione scientificamente organizzata. E così è falsa l’ affermazione che «Grasso ha smantellato il pool antimafia e per ciò stesso la guerra (giudiziaria) alla mafia». Il pool antimafia non è stato smantellato né da me né da altri; è vero soltanto che non ne fanno più parte, in ossequio alle regole dettate dal Csm, alcuni dei componenti originari. Il pool antimafia, la Dda, ha continuato a operare adeguando la sua azione al mutato quadro normativo e giurisprudenziale e anche alle mutate strategie dell’ organizzazione mafiosa e conseguendo risultati positivi (in termini di condanne pronunziate, di arresti eseguiti, di latitanti catturati e di beni sequestrati), certamente non inferiori a quelli ottenuti negli anni precedenti. Questi risultati ho avuto modo di illustrare più volte nelle sedi competenti e sono quindi a disposizione del professor Sartori. Quanto alle indagini sui rapporti tra mafia e politica non basta certo contare il numero degli uomini politici sottoposti a indagini, magari dimenticandone qualcuno nel periodo più recente e magari dimenticando gli esiti dei processi, per trarre affrettate conclusioni. Invero, secondo un’ opinione dello storico Paul Ginsborg (assai diffusa, e condivisa anche dal dottor Caselli e dagli autori del libro cui fa riferimento il professor Sartori) il punto di svolta per questo tipo di indagini va collocato addirittura nel 1996, quando, a giudizio di taluni, la politica nella sua interezza bloccò l’ azione di quei magistrati che stavano per sconfiggere la mafia. Certo è che da allora l’ azione antimafia è divenuta sempre più difficoltosa. Sono diminuiti i mezzi, si è innalzata la soglia probatoria, sono sopraggiunte norme che hanno complicato le nostre indagini, specialmente in direzione della collusione tra mafia e politica. Se, intercettando i mafiosi, si intercetta un parlamentare non si possono utilizzare le conversazioni senza l’ autorizzazione della Camera di appartenenza. E ancora: la riforma della legge sui pentiti, il rito abbreviato, il patteggiamento allargato, la mutata giurisprudenza della Cassazione, della Corte Costituzionale (sul carcere duro). Insomma, non mi sembra lo stesso scenario del dopo-stragi del 1992. Una trasformazione lenta e costante che non coincide soltanto con la mia gestione della Procura di Palermo. Secondo me, compito del giudice non è quello di pronunziare o provocare giudizi morali o storici, ma quello di applicare la legge e io, proprio per essere stato vicino a Giovanni Falcone, posso assicurare che il solo metro che Falcone seguiva era il rispetto della legge. E questo ho fatto, insediandomi a Palermo. Questo significa effettuare le indagini a 360 gradi, e significa anche l’ impegno culturale e la dedizione, spinta ben oltre il dovere istituzionale, cui i magistrati della Procura di Palermo non sono mai venuti meno, nel ricercare le prove in tutte le possibili forme. Fatto tutto ciò, non si deve mai perdere di vista lo scopo del processo penale. Pur senza dover pretendere la matematica certezza che si pervenga alla condanna dei colpevoli, bisogna che sussista una ragionevole probabilità che ciò avvenga, allegando ai giudici elementi idonei a sostenere, in fatto e in diritto, l’ accusa in dibattimento (art. 425 c.p.p.). A proposito dell’ onorevole Cuffaro, il professor Sartori sembra ignorare, che vi è un processo in corso a carico del presidente della Regione siciliana avanti il Tribunale di Palermo per il reato di favoreggiamento aggravato dalla finalità di avvantaggiare l’ organizzazione mafiosa. E’ stato invece archiviato il procedimento contro lo stesso onorevole Cuffaro per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Il professor Sartori dice che «il procuratore Caselli lo avrebbe sicuramente rinviato a giudizio. Il suo successore, il procuratore Grasso, lo ha invece fatto prosciogliere». Mi sorge spontanea una curiosità: dato che il dottor Caselli, correttamente, non ha mai espresso la sua opinione su questo procedimento, quali misteriosi canali di conoscenza ha il professor Sartori per affermare con tanta sicurezza quello che avrebbe fatto il mio predecessore? E, ancora prima, quale conoscenza, al di là della disinformazione scientificamente organizzata del libro cui fa riferimento, ha il professor Sartori delle migliaia di pagine che costituiscono il procedimento e delle complesse questioni giuridiche la cui soluzione è preliminare a ogni decisione? Ma prima di tutto questo: sa il professor Sartori che né il procuratore Caselli né il procuratore Grasso né alcun altro Pubblico ministero possono «rinviare a giudizio» o «fare prosciogliere» un qualunque indagato? E invece nel nostro ordinamento giuridico chi decide il rinvio a giudizio dell’ indagato o l’ archiviazione del procedimento a suo carico non è il Pubblico ministero ma il Giudice e nel caso che interessa il professor Sartori non c’ è bisogno di immaginare quello che avrebbe fatto il dottor Caselli o chiunque altro, dato che il Giudice competente ha ritenuto che non vi erano «elementi idonei a sostenere l’ accusa in giudizio» e ha quindi ordinato, su conforme richiesta, da me condivisa, dei magistrati titolari delle indagini, l’ archiviazione. Nel 1991 Falcone dovette difendersi davanti al Csm dall’ accusa di tenere nei cassetti le carte sui rapporti fra mafia e politica. Paolo Borsellino dovette subire, proprio dalle colonne di questo stesso giornale, le accuse di «professionista dell’ antimafia», da parte di Sciascia, che però, poi, ammise di essere stato mal consigliato. La delegittimazione dei magistrati seriamente impegnati ha sempre fatto il gioco di Cosa Nostra, prima delle stragi. Procuratore nazionale antimafia 

Grasso Pietro

(10 gennaio 2006)

La lettera del procuratore Pietro Grasso tiene aperta la discussione sul problema della mafia. Del che gli sono grato. Su Cuffaro sono stato frettoloso, e dunque faccio ammenda. Il procedimento archiviato è per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa; sussiste peraltro un procedimento di «favoreggiamento aggravato» che ho ignorato poiché reato minore, con sanzioni più lievi e prescrizione abbreviata. Sul resto, avendo io citato la mia fonte, spetta a Lodato e Travaglio di controbattere l’ accusa di essere autori di una «opera di disinformazione scientificamente organizzata». Se così fosse, è bene che si sappia. G.S.

San Benaltrismo da Confuso mi perdoni…ma c’è un limite…

Lo so, non fa molto ‘intellighenzia’ parlare del blog-e magog di Beppe Grillo, i problemi sono altri e altri sono i temi, la fame nel mondo, il femminicidio , la sobrietà nei costumi e nell’aspetto e, ma proprio per eccesso di zelo, l’orribile piaga delle mafie.

Eppure quando quasi di nascosto, spiando che nessuno ti veda, arrivi a quel lido, è difficile uscirne con una d’alemiana alzata di ciglia e di spalla, e magari ti incazzi anche, con un filino di senso di colpa, ma ti incazzi.

Testuale “Ora tocca ad altre due cariche, la presidenza del Consiglio e quella della Repubblica, fondamentale per il futuro dell’Italia. Il presidente della Repubblica rimane infatti in carica per sette anni (travalica le legislature) con poteri da monarca.
Il candidato di pdl e di parte (gran parte?) del pdmenoelle è Massimo D’Alema. Non è ufficiale e nemmeno ufficioso, ma è molto plausibile. Non ci credete? Non ci credevo neppure io. Super Maxipoteri a D’Alema?
L’articolo 87 della Costituzione dà al presidente il comando delle Forze armate, di presiedere il Consiglio Superiore della Magistratura (anche da articolo 104), di concedere la grazia e di commutare le pene. L’articolo 88 gli consente di sciogliere le Camere. Grazie all’articolo 90 non è responsabile di atti compiuti durante le sue funzioni, tranne che per alto tradimento o attentato alla Costituzione. Può eleggere cinque senatori a vita e alterare la volontà delle urne. Per l’articolo 92 nomina il presidente del Consiglio. In virtù dell’articolo 126 può sciogliere il Consiglio regionale e rimuovere il Presidente della Giunta. Può inoltre nominare un terzo della Corte Costituzionale (articolo 135). Infine, per l’articolo 278 a norma di codice penale è comparabile a un’entità ultraterrena “Chiunque offenda l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a cinque anni“.” (beppegrillo.it Postato il 17 Marzo 2013 alle 13,10)

danza-macabraUna montagna di sciocchezze, lo so. Solo una montagna di sciocche, inoffensive (?) bugie destinate a lasciare il tempo che trovano, lo so. Lo so?

So perfettamente che gli ottomilioni di italiani che hanno votato m5s lo hanno fatto per pura protesta, per rabbia, per sconforto, per senso di impotenza, per ignoranza e per imbecillità politica.

Lo so che è tutto uno scherzone, una zingarata che ha un pò preso la mano, e  che in realtà grillo è solo un comico prestato alla politica, un buffone che il sistema ha preso in leasing per conservare se stesso.

So tutto, ma so anche che questo paese non è mai nato, questo popolo non è mai cresciuto, questo paese è rimasto il pantano che è grazie a una infinita serie di boutade, di burle epocali, di bagatelle innocenti, di giochi di simulazione e di ruolo, leggeri come l’aria e pesanti come il tempo che non si è riusciti mai ad ingannare e che ci ha sepolto in questa montagna immoto sterco.

Ma ora basta. Ora io voglio sapere dove sono tutti quei caravanserragli della Costituzione ? dove sono tutti quelli che la sventolavano e la brandivano come il vangelo contro Legione ?  e quelli che parevano la piazza, la rivoluzione civile della società civile, ora dove sono?

Forse dove erano nel 1994, a sopravvalutarsi, a esagerare o sminuire i pericoli senza fare un piffero per tentare di capirli e contrastarli nel merito e nel metodo.

Credo proprio di si, che siano tutti li come allora, terrorizzati, proni ed inadatti ma pronti a legittimare un altro dimonio per poi ricominciare con le processioni e gli esorcismi, e riconquistare un pubblico, uguale a quello di prima, che li segua contro al muro che essi stessi hanno contribuito ad edificare, saecula saeculorum….

Allons enfants de la ignorance…

Il m5s ha ottenuto quello cui, realmente, aspirava, fare dell’ignoranza e della relativa arroganza, virtù riconosciuta.

 

Spigolando per blog e social net si vede come il ‘grillismo’ sia riuscito, finalmente e orgogliosamente, a sdoganare l’indifferenza, il fastidio e l’analfabetismo democratico, istituzionale e costituzionale degli italiani, e farne un valore, una virtù.

Il grillismo è solo il ciclico, e vanitoso e disperato, atto o di un popolo di arditi quanto pigri servi che assaltano le colonne d’ercole solo per occuparle e farne un bivacco, alzandovi un altro muro per non vedere oltre, perchè quell’oltre li terrorizza. 

Dopo decenni di regime delle appartenenze in cui si è fatto di tutto per enfatizzare la parte rituale della democrazia, svuotandone quella sostanziale pur di allevare fedeli e non cittadini;

decenni in cui si è omesso di pretendere, vicendevolmente, diritti e doveri pur, rispettivamente, non concederne e non averne;

dopo decenni in cui si è delegato a pochi e acclamato in tanti pur di non trovarsi faccia a faccia con la nostra impotenza e sudditanza;

decenni in cui ci siamo compiaciuti nel definirci paria pur di dare ogni colpa alla casta, ecco che arriva un qualcosa che ci permette anche di esserne fieri….che altro possiamo pretendere?

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Metodi e fenomeni.

Ci sono vari modi in cui le società affrontano i Fenomeni politici su larga scala, quelli apparentemente improvvisi ed apparentemente dirompenti, i ‘Fenomeni’ insomma.

In Italia ne abbiamo pochi di metodi, maledetti e subito, sempre gli stessi, da sempre: alcuni li amano e vi si votano con acritico religioso ardore, altri li fiancheggiano per i motivi più vari e ad altri, ovviamente,  non piacciono.

Ed è proprio sui Metodi con cui reagiscono questi ultimi che vorrei riflettere.

Il Metodo magico : se un fenomeno non ci piace basta chiuderunic1e gli occhi, recitare la formula arcana ‘Expelliarmus’ e quel fenomeno, necessariamente sparirà.

Il Metodo arguto, detto anche metodo del raffinato perdente : il fenomeno non ci piace ma, per una sorta di invidia e di incapacità di comprenderlo appieno, ma soprattutto perchè ne ammiriamo l’aspetto fenomenologico, vi si ingaggia una sorta di scaramuccia, un minuetto avvilente per cercare di costringerlo a ballare sulle note della nostra orchestrina, per altro sgangherata, e poi si continua quella danza all’infinito senza ammettere che ormai il fenomeno comanda la quadriglia. E ci pare anche d’essere sopraffini danzatori.

Il Metodo Carme 85, detto anche del ‘odi et amo’:  ha molte caratteristiche comuni con ‘l’Arguto’, ma si focalizza soprattutto sulle manifestazioni ridondanti di odio, il fenomeno viene insultato, celebrato attraverso continui e compiaciuti attacchi,un odio quasi erotico, totalizzante e ‘necessario’ solo a nascondere ma riaffermare continuamente amore e dedizione a quel fenomeno che finirà per diventare una sorta di mito, che tutto può e che tutto segna.

Il Metodo della Negazione:  il fenomeno non ci piace, non lo capiamo e non vogliamo neppure capirlo, preferiamo pensare che sia una bizzarria del momento, un incidente, un ‘coso’ precipitato dallo spazio, una coincidenza, una buffa beffa del destino.

Ci sarebbe anche il Metodo del ‘I problemi sono altri’  e  quello di ‘Non sopravvalutiamo’ e quello di ‘Non sottovalutiamo’ ma sono sintesi selettive dei precedenti.

Il mio Metodo per affrontare i fenomeni politici che non mi piacciono è,  ‘il metodo della Necessità’ e sinceramente mi ci trovo proprio bene…ed è per questo e solo per questo che ve lo racconto.

Prendo il ‘Fenomeno e, per prima cosa, mi chiedo e m’arrovello per capire come, dove, perchè e cosa lo ha reso possibile. Quali istanze e quale sentire, quali risposte e quali consolazioni offra, quale empatia abbia e perchè.

Poi apro un dibattito serio con quella parte di me che ne avverte la potenza ed  eventualmente il fascino, perchè i fenomeni sono potenti lo per definizione, e lo sono dove nascono e nascono dove interpretano qualcosa che già esiste e se qualcosa esiste dove quel fenomeno è nato e sono nata anche io li, quel fenomeno di certo è anche in me, in forma di tentazione, forse, ma di sicuro c’è. A questo punto il ‘fenomeno’ è diventato per me , una complessa realtà con cui confrontarsi con la laica e necessaria razionalità con cui si affrontano le cose terrene. Solo quello.

Non è più una epifania o un mito ma  una spiegabile, criticabile, affrontabile e comprensibile e serenamente avversabile manifestazione socio-politica, legittima in quanto condivisa da molti ma contro la quale si possa, e si debba nel caso, serenamente laicamente contrapporsi sul merito senza incorrere nel reato di blasfemia e, nel caso si possa e si debba poter apprezzarne qualcosa nel merito senza incorrere nel reato di ‘apologia’ o addirittura satanismo.

Il mio metodo nell’affrontare i fenomeni politici che non mi piacciono è quello della Necessità, dicevo, Necessità di farli diventare una, tra le tante,  entità politiche, senza fornirgli alcun aiuto o alibi magari riconoscendogli lo status perpetuo. e i conseguenti privilegi, di  Mito o Fenomeno, regalandogli e imponendogli di guadagnarsi credibilità solo per quello che riescono a fare, nell’alveo in cui lo fanno ovvero la politica in un paese con regole e garanzie condivise.

E starà a loro dimostrare di esserne capaci e di esistere davvero, solo a loro, senza anatemi e senza strategismi o esorcismi in aiuto, solo a loro.